𝐂𝐡𝐢 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐆𝐢𝐚𝐦𝐛𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨

Ripropongo questa riflessione-testimonianza che affronta in maniera viva il tema della gentrificazione che questo quartiere storicamente popolare di Milano sta vivendo negli ultimi anni… e che probabilmente accelererà nei prossimi.

 

𝐂𝐡𝐢 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐧 𝐆𝐢𝐚𝐦𝐛𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨

 

Quando parliamo di inclusione significa che dobbiamo chiederci chi viene escluso e anche da chi viene escluso.

Chi viene escluso? Dal nostro osservatorio in Giambellino possiamo dire che le politiche di esclusione colpiscono chi è povero. Povertà economica ma anche sociale, culturale, mancanza di relazioni e legami, isolamento.
Esclusa è Maria, mamma sola con due figli di 1 e 3 anni, ha bisogno di lavorare ma non può perché deve accudire i suoi figli e allora ha provato ad inserire i figli nelle graduatorie del nido comunale ma i criteri premiamo i genitori che lavorano e lei senza lavoro ha meno punti e quindi i figli non vengono presi al nido e lei non potrà lavorare. E senza lavoro non potrà rinnovare il permesso di soggiorno e perderà quindi qualunque diritto.
Escluso è Giuseppe, che non ha una residenza perché con un’entrata in nero di 400 euro al mese, non può permettersi un affitto a Milano, e quindi ha deciso di vivere in un alloggio popolare senza contratto con sua moglie e i tre figli. In Giambellino gli alloggi popolari lasciati vuoti dal gestore pubblico sono un terzo del totale. chi è occupante, anche se in stato di necessità, per legge statale non può avere la residenza, e senza residenza non può accedere a servizi e misure di sostegno, non può chiedere aiuto ai servizi sociali, lui e la sua famiglia diventano invisibili, senza più diritti. Non può chiedere neanche la residenza fittizia perché per più di sei mesi non è uscito il bando per individuare l’ente che gestisce lo sportello residenze fittizie del comune di Milano. Ed ora che è stato riaperto la lista d’attesa è lunghissima.
Esclusa è Aya, mamma di 29 anni, che con noi ha fatto la scuola di italiano 10 anni fa. Scuole di italiano che sono il primo presidio di accoglienza e di comunità per chi arriva in Italia e che con un’aspettativa quasi magica le istituzioni sperano sempre che siano totalmente gestite da volontari, senza mai un contributo pubblico. Allora Aya diventa risorsa per il quartiere, fa da mediatrice naturale quando le chiediamo una mano. Succede che sua figlia, 6 anni, inizia qualche giorno fa la prima elementare. Aya viene da noi, piange e ci spiega che sua figlia è in una classe di soli stranieri, non un italiano. La speranza di una reale integrazione si scontra con il processo di segregazione scolastica messa in atto dal funzionario di turno che sceglie di disegnare i confini dei bacini di utenza destinando tutto il quartiere erp e anche il centro di accoglienza per stranieri in un’unica scuola invece di suddividerlo equamente sui 4 compresivi di zona.
Quando chi ha potere sceglie di escludere, di lasciare indietro, di umiliare, di togliere i diritti quello che noi vediamo è la violenza di chi esercita quel potere e l’impotenza e la disperazione di chi la subisce.
Il nostro lavoro di rete è caratterizzato da un costante impegno per mettere al centro la persona, costruire relazioni, favorire politiche integrate, garantire un approccio transculturale, attivare le risorse disponibili nel senso della solidarietà e della condivisione. Nel fare comunità senza lasciare nessuno indietro, nessuno escluso.
E non possiamo stare zitti, dobbiamo prendere posizione e decidere da che parte stare.
Dalla parte di Alessia che dovrebbe essere in carico ai servizi sociali ma in un anno è riuscita ad avere solo due appuntamenti che non hanno risolto niente!
Come è possibile che nel nostro municipio un assistente sociale abbia in carico una media di 224 famiglie ogni anno?
Perché il Comune di Milano non sta investendo nel potenziamento dei servizi sociali, senza esternalizzare con appalti al ribasso?
Dalla parte di Carlos che è andato via da Milano perché il costo degli affitti e della vita erano diventati insostenibili e con lui migliaia di persone sono state escluse da Milano perché povere in una città in cui tante famiglie cercano case popolari o in affitto a prezzi calmierati. Diventa necessario tassare le seconde case lasciate vuote o gli affitti brevi sul modello Airbnb, diventa necessario ristrutturare e assegnare le migliaia di case popolari lasciate vuote. Gli oneri di urbanizzazione sono anche dopo l’aggiornamento i più bassi d’Europa.
Dalla parte di Yassin, 9 anni e di sua sorella Leila di 6 anni che quest’anno non hanno potuto frequentare il centro estivo del Comune di Milano perché i genitori sono colpevoli di non aver pagato la mensa di Milano Ristorazione. E siccome non hanno neanche una residenza quando sono andati dal cartolaio di quartiere per prendere i libri gli è stato risposto che per loro la cedola libraria non c’era e che avrebbero dovuto pagarli i libri. La madre è tornata a casa senza libri e forse tra qualche giorno Yassin prenderà l’ennesima nota perché senza materiale.
E allora dalle periferie la nostra richiesta è che dopo la raccolta fondi per il Covid, per l’Ucraina, e l’ultima raccolta fondi per gli alberi auspichiamo che il Comune di Milano prenda posizione e promuova, insieme alle reti territoriali, un fondo di comunità per le persone povere di Milano, per chi abita nei quartieri popolari, spesso senza documenti regolari, senza residenza, senza lavoro, senza entrare economiche, senza diritti, senza.
Resta una domanda. Chi sta escludendo?
Le istituzioni sicuramente che continuano a rimbalzarsi le responsabilità ma ognuno per i propri compiti e le proprie funzioni sta davvero facendo il massimo? o le istituzioni nella scelta di non intervenire, nella burocrazia sempre più complicata, nei servizi pubblici che non prevedono la presenza di mediatori, nelle modalità espulsive che caratterizzano alcuni uffici pubblici, nella settorializzazione dei servizi pubblici, nel non richiamare le altre istituzioni alla propria responsabilità agiscono politiche di esclusione nei confronti dei poveri?

Originariamente pubblicato sulla pagina Facebook del Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio in data 24/09/2023 alle ore 18.22